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29 giugno 2007

Pubblicità Progresso

Cari lettori laureati in materie umanistiche, questo post è anche per per voi. Perché LORO, prima o poi, vi troveranno: gli addetti al settore marketing della casa editrice “Pagine”. Li addestrano a Jukovskij, in Russia. Per prima cosa imparano a guidare mezzi blindati, a sopravvivere nella foresta e a uccidere. Poi completano la loro formazione imparando ogni sorta di diavoleria informatica e, grazie a ciò, riescono ad avere libero accesso ai dati personali di tutti i laureati in discipline umanistiche, che vengono schedati entro tre mesi dalla laurea. Se non vi è accaduto ancora, presto succederà: riceverete una telefonata apparentemente innocua da parte di una operatrice di telemarketing che vi proporrà di abbonarvi, per una cifra irrisoria, ad una delle seguenti riviste:

Il mio calvario ebbe inizio proprio così: all'inizio del 2006 una di queste operatrici mi convinse della serietà e della bontà dell'offerta editoriale della sua azienda, sbandierando nomi di critici accreditati e importanti e persuadendomi definitivamente con la storia dell'omaggio, su cui tornerò più volte. In pratica, oltre alla rivista, mi regalavano un volume sulla poesia italiana contemporanea curato dalla buonanima di Carlo Muscetta. Abbonamento a 4 numeri + volume pregiatamente rilegato. Il tutto a soli 60 euro. Conveniente. Ben presto, però, mi resi conto, che si trattava di una clamorosa sola: 1) la rivista "Scholia", spacciata per rivista letteraria seria, altro non è che una miserabile accozzaglia di moduli didattici abbastanza banali e stupidi; 2) il volume di Muscetta è incompleto, quindi, se lo vuoi completare devi spendere una cifra immane. E, poichè sto ancora pagando le rate della Letteratura Einaudi e di svariate altre opere, non è proprio il caso. In pratica, dopo aver esaminato un paio di numeri della "rivista", decido di disdire l'abbonamento e telefono. Ma la disdetta non può essere fatta per telefono. Mi dicono di attenermi alle istruzioni stampate nel colophon della rivista. Ovviamente sono scritte in corpo 1 e in cirillico. Ma riesco lo stesso a interpretarle e mando una e-mail di disdetta. La disdetta dovrebbe valere dall'anno successivo a quello di abbonamento. Cioè il 2007. E va bene, non fa niente, mi sorbisco questi altri due numeri, poi via dai coglioni. Penso. Invece no. Dopo alcuni mesi di pace e serenità, l'altro giorno mi arriva una strana telefonata: mi propongono di scegliere l'omaggio di quest'anno. Allora chiedo: "ma non avevo disdetto?". No, a loro non risulta. "Sì, ma le vostre riviste fanno cagare... devo per forza acquistare qualcosa?". In pratica, sì. "Quali sarebbero questi omaggi tra cui scegliere?", chiedo, con evidente sarcasmo. "Abbiamo un volume sulla letteratura americana contemporanea e un altro sulla letteratura inglese". "Boh... se proprio devo allora mandatemi quello sulla letteratura americana. Però poi basta. Che cavolo devo fare per estinguere il mio abbonamento vita natural durante?". "Basta una semplice e-mail". Bastardi. E scriviamola subito questa e-mail. Spedisco, con richiesta di conferma di lettura e, stavolta, salvando accuratamente il tutto. Dopo qualche giorno mi arriva il pacco. In realtà arriva a mia madre, che paga senza battere ciglio. Apro il pacco e nella fattura c'è scritto: "rinn. abbonamento Englishes". Rinnovo??? Englishes??? Aspettate, adesso vi rompo il culo. Telefono immediatamente e chiedo quando mi sarei abbonato la prima volta a Englishes, prima della metempsicosi forse. "Ci risulta che lei è abbonato a Englishes e, qualche giorno fa ha sottoscritto il rinnovo". "Ah sì? Ma io insegno letteratura italiana e latina ed ero abbonato a Scholia, semmai". Dopo una conversazione alquanto surreale, l'operatrice, esausta, mi dice di rispedire indietro il tutto e che mi verranno restituiti i soldi. Pacco restituito, assegno ancora non ricevuto. Due giorni dopo l'invio del pacco mi telefonano di nuovo: "quale omaggio sceglie? Abbiamo un volume sulla poesia italiana contemporanea, etc."
E' guerra psicologica allora! "Va bene, sentite: mi avete rotto le palle. Che devo fare per levarvi di torno, pagare un altro anno? Poi però ve ne dovete andare affanculo". Il senso della mia domanda è questo. E l'operatrice risponde pure di sì. Il pacco arriverà lunedì. Volete la guerra e guerra sia: ho già dato, infatti, precise disposizioni a tutti i componenti del nucleo familiare. Prenderemo in ostaggio il corriere e daremo fuoco al pacco in diretta tv.

25 maggio 2007

A culo nudo

La religione rende pazzi? Può la strenua osservanza del voto di castità ridurre l’uomo a una blaterante larva? Ancora una volta ci viene incontro il buon senso degli antichi, che, di fronte a dilemmi di siffatta portata, amavano uscirsene saggiamente col celeberrimo motto: “se non è zuppa è pan Bagnasco!”. Ennesima mazzata, dunque, per la CEI: mazzata che ci vede ancora una volta protagonisti, come sempre, dalla parte dei bestemmiatori incalliti, dei derelitti senza speranza, umiliati e offesi quanto basta a rivelare, impietosamente, questa triste vicenda. Roba grossa, amici. Roba che scotta!

Sono le 16.20 di martedì scorso. L’unica candidata alla prova scritta di latino valevole per i preliminari degli esami di Stato sta ultimando, pigramente, la traduzione di un brano da Cesare. Nell’aula, a sorvegliare, siamo in due: il sottoscritto e la collega di Scienze. Nell’ampio cortile assolato non accade quasi nulla. Mi accendo una marlboro morbida e mi affaccio un po’ al balcone per non prendere sonno. Aspiro un paio di boccate, quando, improvvisamente, una specie di strano frusciare attira la mia attenzione e noto con un certo stupore una scena alquanto singolare: su un ramo di un enorme pino mediterraneo, che sembra starsene lì, soddisfatto, solamente a ricordarci con inconsapevole sadismo il potere refrigerante dell’ombra, due tortorelle dall’aspetto apparentemente innocente stanno straziando a beccate un panzuto merlo che tenta con insuccesso una goffa difesa: dopo pochi istanti, infatti, il merlo è costretto a darsi alla fuga.

“Uhmm… presagio nefasto”, penso sparando due cerchi di fumo nell’aria afosa e immobile.

Rientro nell’aula e, per passare un po’ il tempo, comincio una stranchissima conversazione con la collega, che ha una faccia rubizza e un po’ sorniona. I ragazzi della V la chiamano “Memole”, forse per via delle orecchie un po’ sporgenti e della non eccelsa statura. Penso a questo, mentre lei mi racconta della figlia che è rimasta a casa senza pattini e che ha appena avuto una crisi isterica al telefono, perché la madre i pattini se li è portati con sé nel bagagliaio. Insomma, tutto sembra procedere stancamente e senza senso come sempre, quando, d’un tratto, Memole sbotta: “ma hai sentito cos’ha fatto il prof. di religione in IV linguistico?”. “No, non so nulla… che è successo?”, rispondo. E Memole allora: “pare che l’altro giorno abbia mostrato agli alunni del IV delle sue foto sul cellulare”. “Apperò… vanitoso il tipo…”, commento divertito. “No, non hai capito… ha mostrato delle foto che si è fatto allo specchio… NUDO… di schiena… con le chiappe di fuori!”, precisa lei. “Maddai! Chi te l’ha detto?”, domando in preda a una specie di shock anafilattico. “Loro… i ragazzi me l’hanno detto!”, chiosa Memole con energica, rubiconda dolcezza. Dopo un iniziale imbarazzo nell’assorbire la notizia, elaboro la strategia investigativa: mi ricordo di un’alunna della prima, classe nella quale vado quotidianamente in scena, che ha il fratello nella IV. Il giorno dopo la sguinzaglio, al grido di “maledetto Bagnasco!”. In pochi minuti ho l’atroce, agghiacciante conferma: è accaduto davvero.

Ma mi riferiscono anche il resto: il tipo ha l’abitudine di stravaccarsi con le gambe sulla cattedra e, recentemente, ha apostrofato con un “donna di malaffare” un’alunna che, evidentemente, doveva averlo preso, mo’ ci vuole, per il culo.

Cosa diventiamo, miei cari lettori e lettrici… cosa diventiamo…

Naturalmente, più tempestivo di un Ratzinger, più solerte di un Ruini, più ligio di un Bagnasco, ho immediatamente fatto presente la cosa al dirigente scolastico. E sapete cosa mi ha risposto il nazipreside (ma cfr. le puntate precedenti…)? “Sì, sì… lo sappiamo anche noi… stiamo solo aspettando che finisca l’anno per levarcelo di torno…”. Quanto equilibrio… quanta moderazione in queste parole… demonio di un nazipreside gesuita! Avrei voluto vedere cosa avresti fatto se il responsabile di tali nefandezze fosse stato il prof. di filosofia marxista-leninista della quinta A! Ma non finisce qui! Adesso devo avere quelle foto a tutti i costi per poterle pubblicare! Devo assolutamente inventarmi qualcosa!




permalink | inviato da il 25/5/2007 alle 19:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa

13 ottobre 2006

Droga e parlamentari: non c’è bisogno delle Iene

Droga e parlamentari: non c’è bisogno delle Iene. Per avere un quadro abbastanza chiaro riguardo l’andamento dei consumi di stupefacenti a Montecitorio, basta esaminare le geniali soluzioni proposte in materia di politiche scolastiche. E non parliamo solo della cara vecchia cannabis: pare proprio che con l’era dell’Acquario stia tornando in auge l’LSD (vecchi fricchettoni, era ora!). Lo ammetto: ultimamente parlare di politica mi deprime. Sì, li ho votati. E i coglioni prolassano. Se me lo chiedete vi rispondo senza peli sulla lingua: ebbene sì. E per chi dovevo votare? No, era giusto per precisare che in famiglia siamo di sinistra dai tempi di Babeuf, anzi, dal tumulto dei Ciompi… ma questa è un’altra storia, purtroppo. Sì, li ho votati. E adesso che mi fanno? 150.000 assunzioni in ruolo. Ah bello, bellissimo… Eliminazione dal 2010 delle graduatorie permanenti. Che mi venga un colpo! Questa è roba che puzza di “soluzione finale”, altro che centrosinistra! Se, infatti, ogni anno vengono assunti mediamente solo 3 docenti SISS ogni cento (quest'anno sono stati il 2,8%); nel fatidico 2010 (l’anno del contatto… a questo punto solo la colonizzazione da parte di una civiltà aliena superiore può salvarci…) saranno circa 4000 gli abilitati SISS immessi in ruolo contro 145.500 abilitati attraverso canali differenti. Ora, il punto è: se noi abilitati tramite scuole di specializzazione siamo grosso modo 100.000, con la “soluzione finale” rimarranno fuori dai canali di accesso al lavoro qualcosa come 96.000 e passa cristiani sanguinosamente abilitatisi in tragici mesi di frequenza SISS. Cioè, manco in Argentina si è arrivati a tanto, per dire. Dal 2010 l’unico modo per accedere alla professione sarà sottoporsi a nuovi concorsi ed esami (che, fossero puliti e immuni dal peccato, uno egoisticamente potrebbe pure dire, e vabbè chi se ne frega… mastigrancazzi, si sa).  La vera genialata su cui riflettere è la seguente (riporto da ascuoladibugie.blogosfere.it):

“immaginate un signore di 40-50 anni, docente di lettere precario abilitato fin dal superamento del concorso del '99 o a seguito di frequenza della SSIS. Se entro tre anni non verrà assunto in maniera stabile nella scuola, lo Stato lo costringerà a un nuovo concorso per dimostare nuovamente la sua idoneità all'insegnamento. Dopo avergli permesso di insegnare per anni. Fino al 2009 il prof di lettere precario sarà considerato idoneo. Dal primo gennaio 2010 dovrà ridimostrare tutto".

Che fare? Intanto proporrei di insultare la Mariangela Bastico, viceministro della Pubblica Istruzione a quest’indirizzo: http://www.bastico.it/scrivimi.asp
Se qualcuno poi ha l’e-mail di Fioroni gradirei esserne messo a parte, ho giusto due tre cosine da dirgli.




permalink | inviato da il 13/10/2006 alle 17:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

12 ottobre 2006

Il nichilismo. (Faccia a faccia col monolito).

Ore 12.05. Sono in classe. Sto facendo scrivere un saggio breve alle mie pargolette della quinta liceo pedagogico. Atmosfera rilassata e distesa. Nella mia mente cantano le cicale,  mentre stormi di sazi cormorani spelacchiati fanno pigramente flap flap vagabondando inappetenti. Nella pace di questa tranquilla mattina mi sento quasi tornare bambino e mi abbandono a flussi di coscienza infantili: per esempio, quanto ci starebbe bene adesso una scaccolata con l’indice destro, mentre con la mano sinistra potrei sorreggere una tonnellata di nutella distesa con l’ausilio di una pala meccanica (e guidarla sarebbe parte fondamentale del torbido desiderio) su una fetta di pane casereccio... ma all’improvviso è l’apocalisse: “scusi professore, che cos’è il nichilismo?”. Oh cazzo. Salso sudore mi corre per le membra. Come faccio a risponderti in 3 secondi ad una domanda del genere? Perché loro ti usano come se tu fossi google. Chiave di ricerca, invio. Soglia di attenzione disponibile stimabile: secondi 3. Potrei rispondere qualsiasi cosa. L’accetterebbero con la suprema gioia acritica che tanto contraddistingue questo fighissimo millennio postmoderno (wow).

E invece no.

Parte lo Zarathustra di Strauss.

Taaaaan… taaaaaaaaaaan… taaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaan... TADAAAAAAAAN!

La cattedra comincia a levitare. Compare dal nulla sotto la mia sedia una pedana che mi solleva da terra di circa 160 cm. Dietro di me, al posto del planisfero rattoppato da qualche anima pia con ritagli di “D la Repubblica delle donne”, appare la famosa scena iniziale dell’allineamento fra Terra Luna e Sole di “Odissea nello spazio”. Si leva una voce dalla fila di sinistra: "professore ma un allineamento del genere fra i tre astri non è possibile... Kubrick ha commesso un errore!" - "ma è una gran figata, non rompere!", la stoppo io. E procedo.

“Vedi, mia cara, il matematico irlandese dell’Ottocento William Rowan Hamilton, nel suo Lectures on Metaphysics, usò questo termine riferendosi alla dottrina di David Hume che nega la realtà sostanziale…”.

Primi collassi nelle ultime file.

“Tuttavia, se vogliamo ricollegarci a un’accezione più interessante…” – e parlo di Nietzsche e della Wille zur Macht.

Infine, come ogni motore di ricerca che si rispetti, non lesino i link ai cosiddetti “argomenti correlati”, suggerendo addirittura una visione del film “Il grande Lebowsky” (Drugo: “ma se non credono in niente, te l’ho detto… sono nichilisti!” -  Walter: “nichilisti? Hai detto nichilisti? Che mi venga un colpo!”).

Il tutto in non più di 65 secondi: è nuovo record mondiale!

Però al termine della pregnante delucidazione non mi è ben chiara una cosa: e va bene la musica di Strauss, il richiamo a Nietzsche; belli gli effetti speciali con l’allineamento degli astri e tutto il resto… per carità… ma il monolito? No, perché ci è avanzato un enorme parallelepipedo scuro perfettamente squadrato e non siamo ancora riusciti a trovargli una funzione. Mi hanno anche raccontato di uno strano episodio verificatosi dopo la fine delle lezioni. Sembrerebbe che la bidella si sia avvicinata al misterioso oggetto e l’abbia, così, istintivamente accarezzato. Subito dopo qualcuno l’ha udita pronunciare, come in trance, la frase: “sento la mia intelligenza crescere attimo dopo attimo”.




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26 maggio 2006

ho pescato una perla...




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6 maggio 2006





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